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IL TERMINE "GASTRONOMIA"

Il termine di origine greca,che letteralmente significa " regolazione dello stomaco". Fu impiegato da Orchestrato di Gela nel IV SECOLO a.C. ,che ne fece il titolo di una sua opera. Il significato attuale di gastronomia,risale, però, al francese Joseph de Berchoux,che pubblicò nel 180. La Gastronomie,ou l'lhomme des champs à table. Il termine assume qui un'accezione ampia e articolata che implica l'insieme degli aspetti culturali,tecnici e scientifici,che hanno attinenza con la buona cucina. Questa interpretazione della gastronomia andò affermandosi,finendo per coincidere con la definizione di arte culinaria. Il significato si articolò ulteriormente grazie al contributo che il politico,magistrato e scrittore francese Anthelme Brillat Savarin diede con la pubblicazione nel 1825 del libro Physiologie du gout ou Meditation de gastronomie trascendante (Fisiologia del gusto o meditazione di gastronomia trascendente), pubblicata prima anonima e soltanto dopo la morte dello scrittore, avvenuta l'anno successivo, edita con il suo nome. Brillat-Savarin, affermò che la gastronomia riguardasse la conoscenza di tutto quanto si riferisce all'alimentazione dell'uomo. Alla fine dell'ottocento, in un periodo storico di rivalutazione della scienza e del fatto scientifico, Pellegrino Artusi scrisse: "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene". Il "mangiar bene", nell'intendimento artesiano, è il risultato dell'applicazione delle scienze nella pratica cucinaria. Il merito dell'autore fu, in realtà, quello di gettare le basi per una cucina italiana, e, quindi, una gastronomia nazionale, trascendendo cioè, dai particolarismi regionali, quando non provinciali, che avevano sino allora caratterizzato la letteratura gastronomica.